Articolo dalla Voce dei Berici: L’Oratorio dei record punta al salto di qualità

Le sfide per il circolo Noi della parrocchia di Sant’Antonio Abate che conta 400 soci

«Ci serve una figura professionale per gestire tutte le attività», spiega il presidente Emanuele Guidolin

È tempo di nuove sfide per il Circolo Noi di Rosà: il direttivo, infatti, ha deciso di rimboccarsi le maniche per riportare a tutti gli effetti l’Oratorio Don Bosco alla sua originaria funzione. Già realtà capace di richiamare un buon numero di giovani per le attività parrocchiali o estive, ora vuole diventare un vero e proprio punto di riferimento costante per il territorio. «Al momento ci stiamo muovendo su diversi fronti per superare il limite della mancanza di
una figura “professionale” stabile, che si occupi quotidianamente delle attività pomeridiane – spiega Emanuele Guidolin presidente del Circolo, che gestisce gli spazi della struttura di via Capitano Alessio di proprietà della parrocchia di Sant’Antonio Abate -. Una presenza fissa consentirebbe ai
ragazzi di frequentare ogni giorno l’Oratorio e allo stesso tempo offrirebbe maggiore sicurezza e tranquillità alle famiglie».
Ma come fare? Tra le principali soluzioni pensate vi è quella di ricorrere ai bandi del Servizio Civile Nazionale così da poter avere una persona preparata a disposizione dei giovani. «Se riuscissimo ad ottenere il finanziamento da parte del Servizio civile sarebbe un grande passo avanti per la realizzazione del nostro progetto – continua Guidolin -. Poi, magari con il sostegno dell’amministrazione comunale, si potrebbero anche coinvolgere nelle attività
dell’Oratorio quei cittadini rimasti temporaneamente senza lavoro o anziani in pensione, in modo da offrire un “doppio” servizio alla comunità».

Idee e buona volontà, insomma, non mancano al direttivo del Circolo Noi rosatese che con oltre 400 iscritti si occupa di uno degli Oratori più attivi del vicentino.

E a breve partirà anche un altro progetto, cioè un doposcuola rivolto ai bambini che hanno difficoltà di apprendimento. Con la collaborazione delle scuole elementari cittadine un pomeriggio alla settimana per un’ora e mezza, un gruppo di giovani volontari seguirà una trentina di piccoli studenti
che per motivi differenti ha bisogno di assistenza nei compiti. E non è tutto: grazie al contributo di un bando è in corso d’opera la realizzazione del primo campo da calcio in erba sintetica di Rosà, senza contare l’organizzazione delle consuete attività tra cui il grest, i tornei sportivi e i diversi
eventi di intrattenimento rivolti all’intera cittadinanza. Il tutto in un complesso di oltre 5mila metri quadri che ospita numerose realtà non solo del mondo
della parrocchia, ma anche dell’associazionismo e che è già ben strutturato e pronto per accogliere le nuove proposte in cantiere.

«Il calendario per usufruire degli spazi della struttura è sempre pieno, di certo non possiamo lamentarci della frequentazione – conclude Guidolin -. Ma ora il nostro obiettivo principale è quello di rendere l’Oratorio un centro di attrazione ancor più dinamico animato soprattutto dalla passione educativa
per tutti i ragazzi, proprio come insegnava San Giovanni Bosco».

Una sfida che li attende non facile, ma senza dubbio non impossibile.
Lorenza Zago

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